Venerdì sera Dan ed io eravamo in casa ad impigrirci con la tv accesa.
Dopo la nostra sit com è iniziato, inaspettatamente, il nuovo programma di Paris Hilton... aaaaaaaarh! ma che diamine avrà da dire quella dolce e decerebrata ragazza?!!! Come ci si aspetterebbe, nulla.
Secondo la finzione del programma, ha deciso di cercare la migliore amica in Gran Bretagna e quindi ha selezionato una decina di mentecatti tra alcune centinaia di aspiranti... uno più deficiente dell'altro, presi da sé stessi, con la faccia di tola di negare che l'unico loro interesse sia diventare famosi o diventare amici di una persona famosa, nella speranza di arricchirsi...
Per un'oretta un continuo susseguirsi di cellulari diamantati, appartamenti osceni, auto enormi e tanta idiozia. Come si può concepire un programma così? A maggior ragione con tante persone senza un impiego? Non è un insulto all'intelligenza ed alla povertà? Come si può elevare a modello una cretina per il semplice fatto che sa fare bene i p.....i? uhm uhm... beh qualcuno ha fatto ben di peggio, ha dato ad un personaggio simile un ministero...
Comunque, il mondo che la TV britannica mostra sembra privo di persone povere o con altre aspirazioni nella vita che non siano comprare un appartamento a Dubai, sottoporsi a chirurgia plastica o sfondare come cantante... datemi una lametta che mi taglio le vene!
domingo, 1 de fevereiro de 2009
segunda-feira, 22 de dezembro de 2008
Punti di vista
Recentemente sono stato in Torino per vacanza. Come sempre accade mi incontro con gli amici ed i parenti e, tra loro, ci sono Marco, Paola, Rudy, Serena (Alberto,Daniele, Paolo, Nunzia... mancate sempre! :-( ) con cui ho condiviso uno splendido percorso politico, a livello partitico ed associativo.
Conversando di fronte ad un buon vino friulano (spero di non sbagliarmi) siamo capitati su una mia posizione in merito alla scelta di Marco di aderire al PD, pubblicata sul forum.
Tralasciando i toni melodrammatici del mio testo, vorrei riflettere sul contenuto.
Ad un certo punto la nostra esperienza di Giovani dell'Unione e' venuta smorzandosi, per la delusione di alcuni di fronte all'atteggiamento dei partiti, per la scelta di dedicarsi al proprio partito per altri. Ciononostante lo spirito e gli obiettivi sono rimasti forti in molti di noi, come testimoniato dalla passione con cui alcuni di noi si sono lanciati nell'esperienza di Solaris.
Nel momento in cui il progetto di un nuovo partito riformista centrista Serena e Rudy, non senza attenta analisi e riflesisone, hanno creduto nel progetto e nel candidato a segretario che questo progetto rappresenta. Anche Marco, successivamente, ha aderito al progetto, entrando nel partito.
Non metto in dubbio che l'idea di una forza politica nuova, o presunta tale, che si propone di dare nuovo slancio alla partecipazione dei cittadini e di svecchiare la politica partitica sia allettante e attragga le forze giovani del Paese. Tolta l'idea, il progetto, nei fatti vedo poco di nuovo nel PD; nella prassi politica e nella dirigenza, una semplice somma dei vecchi apparati, fatto di persone che nella maggior parte della propria vita ha svolto la professione (se tale la vogliamo considerare) di politico.
Questo partito ha abbracciato entusiaticamente l'idea della fine della Storia dopo il 1989, della nascita di una nuova era in cui l'unico contesto e' quello dell'economia di mercato, in cui il conflitto tra classi, tra interessi divergenti non esiste piu'. Un visione, a mio avviso, miope e totalmente scollegata dalla realta', sintomo di un forte distacco dalla realta' di un ceto politico che tende sempre piu' alla casta (privilegiata). Ipocrita ed ingenuo candidare al governo un sopravvissuto di una strage sul lavoro ed alcuni rappresentanti di una classe imprenditoriale che fa pressione per ridurre al minimo le tutele ai lavoratori, tra cui le norme sulla sicurezza. Caso mai il PD avesse vinto le elezioni quale tendenza avrebbe prevalso? La tutela del lavoro e dei lavoratori o l'eliminazione dei cosiddetti lacci e lacciouli a scapito dei milioni di lavoratori (operai, impiegati, creativi...)? Il rafforzamento dello stato sociale, della scuola e sanita' come servizi pubblici universali o la logica della privatizzazione nella convinzione secondo cui il privato funziona meglio (questa grave crisi economica, come nel 1929, nasce proprio dall'eccessiva liberta' fornita all'imprenditoria privata)? L'adeguamento dei salari al costo della vita o la progressiva compressione dei medesimi e precarizzazione del lavoro?
A scanso di equivoci, con questa mia riflessione non intendo effettuare un'apologia di una Sinistra frammentata in vari partiti e che sembra non presentare progetto interessante ed valido di societa', concentrata sulle proprie lotte interne.
Conversando di fronte ad un buon vino friulano (spero di non sbagliarmi) siamo capitati su una mia posizione in merito alla scelta di Marco di aderire al PD, pubblicata sul forum.
Tralasciando i toni melodrammatici del mio testo, vorrei riflettere sul contenuto.
Ad un certo punto la nostra esperienza di Giovani dell'Unione e' venuta smorzandosi, per la delusione di alcuni di fronte all'atteggiamento dei partiti, per la scelta di dedicarsi al proprio partito per altri. Ciononostante lo spirito e gli obiettivi sono rimasti forti in molti di noi, come testimoniato dalla passione con cui alcuni di noi si sono lanciati nell'esperienza di Solaris.
Nel momento in cui il progetto di un nuovo partito riformista centrista Serena e Rudy, non senza attenta analisi e riflesisone, hanno creduto nel progetto e nel candidato a segretario che questo progetto rappresenta. Anche Marco, successivamente, ha aderito al progetto, entrando nel partito.
Non metto in dubbio che l'idea di una forza politica nuova, o presunta tale, che si propone di dare nuovo slancio alla partecipazione dei cittadini e di svecchiare la politica partitica sia allettante e attragga le forze giovani del Paese. Tolta l'idea, il progetto, nei fatti vedo poco di nuovo nel PD; nella prassi politica e nella dirigenza, una semplice somma dei vecchi apparati, fatto di persone che nella maggior parte della propria vita ha svolto la professione (se tale la vogliamo considerare) di politico.
Questo partito ha abbracciato entusiaticamente l'idea della fine della Storia dopo il 1989, della nascita di una nuova era in cui l'unico contesto e' quello dell'economia di mercato, in cui il conflitto tra classi, tra interessi divergenti non esiste piu'. Un visione, a mio avviso, miope e totalmente scollegata dalla realta', sintomo di un forte distacco dalla realta' di un ceto politico che tende sempre piu' alla casta (privilegiata). Ipocrita ed ingenuo candidare al governo un sopravvissuto di una strage sul lavoro ed alcuni rappresentanti di una classe imprenditoriale che fa pressione per ridurre al minimo le tutele ai lavoratori, tra cui le norme sulla sicurezza. Caso mai il PD avesse vinto le elezioni quale tendenza avrebbe prevalso? La tutela del lavoro e dei lavoratori o l'eliminazione dei cosiddetti lacci e lacciouli a scapito dei milioni di lavoratori (operai, impiegati, creativi...)? Il rafforzamento dello stato sociale, della scuola e sanita' come servizi pubblici universali o la logica della privatizzazione nella convinzione secondo cui il privato funziona meglio (questa grave crisi economica, come nel 1929, nasce proprio dall'eccessiva liberta' fornita all'imprenditoria privata)? L'adeguamento dei salari al costo della vita o la progressiva compressione dei medesimi e precarizzazione del lavoro?
A scanso di equivoci, con questa mia riflessione non intendo effettuare un'apologia di una Sinistra frammentata in vari partiti e che sembra non presentare progetto interessante ed valido di societa', concentrata sulle proprie lotte interne.
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sexta-feira, 19 de dezembro de 2008
calma surreale
Sono seduto alla mia scrivania, in un momento di totale assenza di lavoro. Oltre a me solo Gerda, la mia collega che interrompe un lungo silenzio con una telefonata e poi torna quieta...
Sara' il buio che lentamente inizia a scendere sulla citta' (alle 2:30!!!), o la prossimita' del Natale, per cui molti gia' sono in vacanza o la crisi che, senza che me ne accorgessi ha falcidiato i lavoratori di qusta via... quale che sia il motivo, ma oggi la calma e' surreale, mi vien voglia di appisolarmi su una delle poltrone, sotto le lucine intermittenti che abbiamo installato stamani in ufficio... che rilassante...
Ormai sono in questo ufficio da oltre quindici mesi, non molti forse, ma sufficienti da farmi sentire a mio agio in questo pomeriggio sonnolento e pensare al prossimo futuro, al nuovo lavoro. Ancora due giorni e non mettero' piede in questa stanza, forse per sempre. Che effetto strano. Non mi era mai capitato prima, magari perche' sapevo che avrei affrontato un'esperienza a tempo determinato (Brasile) o perche' mi apprestavo a lasciare una situazione scomoda o spiacevole... non so definire se ci sia tristezza, malinconia per il passato o semplicemente timore per il futuro in tutto cio'...
Sara' il buio che lentamente inizia a scendere sulla citta' (alle 2:30!!!), o la prossimita' del Natale, per cui molti gia' sono in vacanza o la crisi che, senza che me ne accorgessi ha falcidiato i lavoratori di qusta via... quale che sia il motivo, ma oggi la calma e' surreale, mi vien voglia di appisolarmi su una delle poltrone, sotto le lucine intermittenti che abbiamo installato stamani in ufficio... che rilassante...
Ormai sono in questo ufficio da oltre quindici mesi, non molti forse, ma sufficienti da farmi sentire a mio agio in questo pomeriggio sonnolento e pensare al prossimo futuro, al nuovo lavoro. Ancora due giorni e non mettero' piede in questa stanza, forse per sempre. Che effetto strano. Non mi era mai capitato prima, magari perche' sapevo che avrei affrontato un'esperienza a tempo determinato (Brasile) o perche' mi apprestavo a lasciare una situazione scomoda o spiacevole... non so definire se ci sia tristezza, malinconia per il passato o semplicemente timore per il futuro in tutto cio'...
terça-feira, 23 de setembro de 2008
Brividi
Facciamo l’ipotesi che ci sia al potere un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione. Non vuole fare la marcia su Roma ma vuol istituire una larvata dittatura... Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. Allora il partito dominante comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. E comincia a favorire le scuole private.
Piero Calamandrei. Discorso al III congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950. (da Internazionale)
Piero Calamandrei. Discorso al III congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950. (da Internazionale)
sexta-feira, 29 de agosto de 2008
Oggi ho letto suilManifesto del 28 agosto la seguente notizia:
Contrariamente a quanto propagandato dal centrodestra, l'immigrazione non aumenta il tasso di criminalità in Italia. E' quanto emerge da una ricerca realizzata da Paolo Buonanno, dell'università di Bergamo, con la collaborazione di Milo Bianchi, della Paris School of Economics, e Paolo Pinotti, della Banca d'Italia, e presentata nel corso del convegno dell'European economic association (Eea) e della Econometric society (Esem) presso la sede dell'università Bocconi di Milano. Lo studio ha preso in considerazione i dati sul numero di immigrati sia legali sia illegali (in questo caso si tratta di clandestini che sono poi stati regolarizzati) e dei reati commessi nelle province italiane nel periodo che va dal 1996 al 2003. Come ha spiegato Paolo Buonanno, «attraverso l'uso di tecniche econometriche, abbiamo notato che tra il fenomeno dell'immigrazione e la criminalità non c'è alcun nesso causale ma una correlazione dovuta a un terzo fenomeno che può essere, per esempio, la ricchezza». In sintesi, quindi, i cittadini provenienti da altre nazionalità sono attirati da quei territori dove si trovano maggiori opportunità di lavoro, ossia le province. E proprio queste zone sono le stesse mete della delinquenza, attirata dalla ricchezza degli abitanti. I due elementi, quindi, sarebbero vicini ma non interconnessi. «Abbiamo notato - conclude Buonanno - che, contrariamente alla percezione generale, in linea teorica non c'è stato un aumento diretto della criminalità in seguito alle ondate di immigrazione in nessuno dei reati che abbiamo preso in considerazione, ossia reati contro la persona, contro il patrimonio e traffico di droga.
Un po' di contro-informazione non fa male.
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sábado, 19 de julho de 2008
Il tesoro dell'emigrato
Spesso e volentieri si sentono miei connazionali lamentarsi dell'Inghilterra: chi per il clima, chi per la riservatezza degli autoctoni, chi per il cibo.
Effettivamente raramente qui, in Londra, si superano i 25 gradi e nel corso della medesima giornata si passa da un sole caldo all'acquazzone; più volte nella stessa giornata.
In un anno non ho ancora compreso quale cibo sia tipicamente inglese, in una città ove sono presenti centinaia e centinaia di ristoranti di Paesi differenti: italiani, francesi, spagnoli, brasiliani, polacchi, indiani (del su, del nord...), pachistani, bengalesi, vietnamiti, cinesi, thailandesi, messicani... basta non terminerei più. Una chicca: oggi ho scoperto non lontano da qui un ristorante svedese. !?
Lo scorso inverno vivevo con una ragazza svedese che, alla domanda su quale cibo fosse tipico della sua nazione, mi rispose: panini e patate. Spero il ristorante offra qualcosa in più.
Nonostante sia scoppiata l'estate da almeno un mese, non sono riuscito a trovare festival con grigliate ed i dehors sono più timidi rispetto all'invasione, forse neanche regolamentata, che si può notare in Torino o Roma.
Ciononostante non credo sia corretto, soprattutto per coloro che vivono qui, lamentarsi oltremodo. Difficilmente da noi, fatta forse eccezione per Milano e Roma, si può entrare in contatto con una tale varietà di culture, tradizioni culinarie, abitudini e, dal momento che tutti siamo più o meno di passaggio qui, fare tesoro di tutto ciò non potrà che renderci più ricchi, speciali in qualche modo, una vota rientrati nelle nostre realtà
Effettivamente raramente qui, in Londra, si superano i 25 gradi e nel corso della medesima giornata si passa da un sole caldo all'acquazzone; più volte nella stessa giornata.
In un anno non ho ancora compreso quale cibo sia tipicamente inglese, in una città ove sono presenti centinaia e centinaia di ristoranti di Paesi differenti: italiani, francesi, spagnoli, brasiliani, polacchi, indiani (del su, del nord...), pachistani, bengalesi, vietnamiti, cinesi, thailandesi, messicani... basta non terminerei più. Una chicca: oggi ho scoperto non lontano da qui un ristorante svedese. !?
Lo scorso inverno vivevo con una ragazza svedese che, alla domanda su quale cibo fosse tipico della sua nazione, mi rispose: panini e patate. Spero il ristorante offra qualcosa in più.
Nonostante sia scoppiata l'estate da almeno un mese, non sono riuscito a trovare festival con grigliate ed i dehors sono più timidi rispetto all'invasione, forse neanche regolamentata, che si può notare in Torino o Roma.
Ciononostante non credo sia corretto, soprattutto per coloro che vivono qui, lamentarsi oltremodo. Difficilmente da noi, fatta forse eccezione per Milano e Roma, si può entrare in contatto con una tale varietà di culture, tradizioni culinarie, abitudini e, dal momento che tutti siamo più o meno di passaggio qui, fare tesoro di tutto ciò non potrà che renderci più ricchi, speciali in qualche modo, una vota rientrati nelle nostre realtà
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sábado, 12 de julho de 2008
vergogna di essere italiano
Di ritorno da un breve soggiorno in Italia, ho avuto modo di riflettere sull'evoluzione della societa' italiana, alla luce dei drammatici eventi dell'ultimo anno.
Condividendo la mia vita con Daniel, cittadino di uno Stato extra-UE, dai tratti somatici evidentemente afro-americani, l'involuzione razzista dell'italiano medio mi tocca.
Tengo i contatti con la madrepatria attraverso i siti dei quotidiani, delle riviste e ascoltando Radio Popolare e troppo spesso leggo o sento di come il razzismo sia entrato nel sangue (sempre che non ci sia stato precedentemente) degli Italiani, che mostrano tutta la propria ignoranza parlando di mussulmani che pregano "con il culo per aria" o di rom tutti ladri e sfruttatori di bambini...
Cio' che mi irrita maggiormente e' il fatto che troppo spesso questa rabbia per la precarieta' della vita odierna e' incanalata verso i piu' deboli, anziche' verso coloro che traggono vantaggio dall'erosione dei diritti di cittadini e lavoratori cosi' come dallo sfruttamento di migliaia di stranieri, che accettano pessime condizioni di lavoro e di vita pur di avere una speranza di migliorare la propria condizione.
Sono contento di esser stato obbligato, dall'ottuso ed ipocrita attaccamento della classe politica italiana e di una massa di percoroni ad un'idea di famiglia tradizionale, a lsciare l'Italia. Ho evitato a Daniel di soffrire quotidiane umilazioni e di vivere in una continua precarieta', dipendendo dal datore di lavoro per poter permanere sul territorio italiano...
Sono estremamente spiaciuto per l'arretratezza in cui il popolo italiano ha deciso di chiudersi, perdendo tempo rispetto ad altri Paesi europei, dove gli standard di vita ed il rispetto della civile convivenza sono palesemente migliori. Mi piange il cuore...
Condividendo la mia vita con Daniel, cittadino di uno Stato extra-UE, dai tratti somatici evidentemente afro-americani, l'involuzione razzista dell'italiano medio mi tocca.
Tengo i contatti con la madrepatria attraverso i siti dei quotidiani, delle riviste e ascoltando Radio Popolare e troppo spesso leggo o sento di come il razzismo sia entrato nel sangue (sempre che non ci sia stato precedentemente) degli Italiani, che mostrano tutta la propria ignoranza parlando di mussulmani che pregano "con il culo per aria" o di rom tutti ladri e sfruttatori di bambini...
Cio' che mi irrita maggiormente e' il fatto che troppo spesso questa rabbia per la precarieta' della vita odierna e' incanalata verso i piu' deboli, anziche' verso coloro che traggono vantaggio dall'erosione dei diritti di cittadini e lavoratori cosi' come dallo sfruttamento di migliaia di stranieri, che accettano pessime condizioni di lavoro e di vita pur di avere una speranza di migliorare la propria condizione.
Sono contento di esser stato obbligato, dall'ottuso ed ipocrita attaccamento della classe politica italiana e di una massa di percoroni ad un'idea di famiglia tradizionale, a lsciare l'Italia. Ho evitato a Daniel di soffrire quotidiane umilazioni e di vivere in una continua precarieta', dipendendo dal datore di lavoro per poter permanere sul territorio italiano...
Sono estremamente spiaciuto per l'arretratezza in cui il popolo italiano ha deciso di chiudersi, perdendo tempo rispetto ad altri Paesi europei, dove gli standard di vita ed il rispetto della civile convivenza sono palesemente migliori. Mi piange il cuore...
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